L’ANALISI
Claude-Mem 13.30: hook asincroni, cache del contesto e meno costi
Che cosa cambia in Claude-Mem 13.30 per latenza, costi dell’observer, affidabilità degli hook e confini di privacy della memoria persistente.

In breve: La release separa gli hook dal worker: ogni evento viene scritto in uno spool locale e l’hook termina senza attendere l’elaborazione. In parallelo, SessionStart usa un contesto preparato in anticipo e l’observer evita la chiamata dedicata ai prompt nudi. Il risultato atteso è meno attesa durante la sessione e meno richieste pagate, ma va verificato sulla propria configurazione e sul provider scelto.
Il cambiamento principale
Gli hook observation, file-edit, Stop e SessionEnd scrivono ogni evento nella directory hook-spool e terminano senza avviare o attendere il worker. Il worker elabora i file successivamente e usa un nome deterministico per evitare duplicati.
Avvio della sessione senza attesa live
Il worker prepara il contesto di SessionStart nella context-cache circa due secondi dopo ogni modifica rilevante. Se il file manca, supera 24 ore o segnala problemi di observer o sync, il sistema torna al percorso live.
Meno chiamate e prompt più cacheabili
Il prompt dell’utente non genera più da solo una richiesta dell’observer: viene accodato alla successiva osservazione o al riepilogo. Inoltre i prompt iniziano con istruzioni stabili, così i provider compatibili possono riutilizzare una porzione più ampia della cache.
Timeout, streaming e rischio di doppio costo
Le richieste OpenRouter e OpenAI-compatible vengono lette in streaming con limite di inattività e tetto complessivo. Una risposta lenta ma attiva non viene quindi interrotta e reinviata automaticamente; la release limita anche i tentativi pagati per batch.
Privacy e confine operativo
La memoria resta locale solo quando storage, modello observer e sincronizzazione sono locali. OpenRouter riceve identificatori di sessione hashati e trace tecniche, mentre la sync Pro usa Supabase Realtime: sono flussi da includere nella valutazione privacy e nei log di rete.
Condizioni e limiti
Non abbiamo eseguito un confronto end-to-end fra 13.29 e 13.30. I benefici dipendono da provider, cache, dimensione delle sessioni e stato del worker. Gli eventi non elaborati dopo sette giorni vengono spostati nella cartella expired e richiedono monitoraggio.
Checklist di aggiornamento
- Fissare la versione 13.30.0 e salvare un backup del database e della configurazione.
- Controllare permessi e spazio della directory hook-spool.
- Simulare un worker fermo e verificare recupero, deduplicazione ed expired.
- Misurare latenza degli hook prima e dopo l’aggiornamento.
- Contare richieste e token dell’observer sullo stesso carico.
- Verificare il fallback quando la context-cache manca o è obsoleta.
- Ispezionare i flussi verso provider e sincronizzazione cloud.
- Provare ricerca, file context e transcript molto grandi prima del rollout.