Da lunedì 24 agosto ChatGPT inizia a mostrare pubblicità in 31 mercati europei, Italia compresa. La notizia gira da giorni, ma quasi tutti si sono fermati al titolo.
Il punto interessante è un altro, ed è controintuitivo: quell’interruttore che trovi nelle impostazioni non toglie la pubblicità. E, allo stesso tempo, un modo per non vederla senza tirare fuori un euro esiste davvero. Solo che non è quello che pensi.
Ho letto la documentazione ufficiale di OpenAI e provato ad aprire un account inserzionista. Qui c’è cosa cambia per te che usi ChatGPT, e cosa cambia per te se invece quella pubblicità volessi comprarla.
Chi vede la pubblicità e chi no
Gli annunci arrivano solo su due piani: il gratuito e il piano Go. Chi ha Plus, Pro, Business, Enterprise o Education non vede niente. Fuori anche gli account riconosciuti come minorenni, che OpenAI identifica con una combinazione di segnali comportamentali e dati dell’account.
Gli annunci compaiono sotto una risposta, con l’etichetta di contenuto sponsorizzato e separati visivamente dal testo del modello. Non compaiono dentro il browser ChatGPT Atlas e non compaiono nelle chat temporanee: se una conversazione non la vuoi in mezzo agli annunci, quello è il posto giusto dove farla.
L’interruttore che non fa quello che sembra
Nelle impostazioni, sotto Controlli degli annunci, trovi un comando sulla personalizzazione. Sembra l’interruttore per spegnere la pubblicità. Non lo è.
Spegnerlo non toglie gli annunci: ti sposta soltanto sugli annunci contestuali. Continui a vederli, semplicemente scelti in base a quello di cui stai parlando in quel momento invece che in base a un profilo.
La differenza è reale sulla privacy, non sulla quantità di pubblicità che ti passa davanti. È una distinzione che vale la pena tenere a mente, perché è esattamente il punto su cui la comunicazione di queste settimane resta ambigua.
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Come restare senza pubblicità senza pagare
Qui arriva la parte che quasi nessuno sta raccontando.
Se sei sul piano gratuito, OpenAI ti offre un’esperienza senza annunci in cambio di limiti d’uso più bassi e meno funzioni disponibili. Non è un piano a pagamento mascherato: è una scelta che fai tu, gratis. Nell’immagine ufficiale è il pulsante “Go ad-free”.
Quindi le strade sono tre:
- Accetti la pubblicità → tieni i limiti attuali e le funzioni attuali
- Vai su ad-free gratuito → niente annunci, ma meno messaggi e meno funzioni
- Passi a Plus o Pro → niente annunci e nessuna rinuncia
In pratica: la pubblicità è il prezzo delle funzioni, non dell’accesso. Se usi ChatGPT poco e in modo semplice, l’opzione gratuita senza annunci è probabilmente quella che ti conviene e nessuno te l’ha detta.
Quali dati vengono usati (e in Europa siamo messi meglio)
Sulla profilazione c’è una differenza netta fra Europa e resto del mondo, e gioca a nostro favore.
Gli annunci personalizzati non partono nello Spazio economico europeo. Da noi, al lancio, la selezione lavora solo su: contesto della conversazione in corso, posizione generica, lingua, tipo di dispositivo e ora del giorno. Cronologia delle chat e memorie salvate restano fuori.
Ci sono poi dati che OpenAI dichiara di non usare mai, in nessun mercato:
- nome ed email
- indirizzo IP e posizione esatta
- dati sulla salute
- temi politici
Gli inserzionisti, dal canto loro, ricevono solo statistiche aggregate: quante visualizzazioni, quanti clic. Non vedono le conversazioni, non vedono la memoria, non ottengono i tuoi contatti. E i dati pubblicitari vengono cancellati dopo 30 giorni.
Attenzione però: la pubblicità non compare vicino a contenuti su salute, salute mentale e politica, e la pubblicità politica non è ammessa. Sono paletti sensati, ma restano paletti decisi dalla piattaforma, non da un’autorità terza.
Sul fronte normativo il tema della trasparenza è lo stesso che abbiamo visto con l’articolo 50 dell’AI Act: quando un contenuto è generato o sponsorizzato, l’utente deve poterlo capire senza sforzo. Qui l’etichetta c’è. Se basti, lo giudicherai usandolo.
E se fossi tu a comprarla, quella pubblicità?
Questa è la domanda che mi interessa di più, ed è il motivo per cui ho scritto questo pezzo invece di limitarmi a girare la notizia.
Una vetrina nuova con dentro centinaia di milioni di persone non capita spesso. La piattaforma esiste, si chiama Ads Manager e sta su ads.openai.com: crei la campagna con budget e obiettivo, carichi gli annunci anche in blocco, lanci e misuri impressioni, clic e conversioni. Chi ha usato Google Ads o Meta si ritrova in casa.
In Italia però non è ancora aperta. Ho provato ad aprire l’account il 20 agosto e il sistema mi dice che non è disponibile. Quindi per ora si guarda soltanto. Lunedì riprovo e aggiorno l’articolo.
Quello che cambia rispetto a tutto quello che conosci è il bersaglio:
→ Non compri parole chiave. Il sistema lavora sul contesto della conversazione.
→ Uno chiede a ChatGPT cosa portare a una cena, e sotto la risposta gli esce il kit pasto.
→ Il formato è nativo: immagine, titolo e link dentro il flusso, non un banner appiccicato di lato.
È molto più vicino al bisogno di quanto sia mai stata una ricerca su Google, dove la query è una traccia e non una conversazione. Dove la piattaforma è già attiva c’è anche un’offerta di lancio: 500 dollari di credito ogni 500 spesi.
Il mio piano è semplice: appena l’account si apre in Italia faccio una campagna vera, con soldi miei, e porto qui i numeri. Spesa, clic, costo per risultato. Senza raccontare la favola del canale miracoloso.
Cosa fare adesso, in cinque minuti
Prima che parta lunedì, due cose concrete.
- Apri ChatGPT, vai in Impostazioni → Controlli degli annunci e guarda com’è messo il tuo account. Così sai da che parte parti invece di scoprirlo dopo.
- Se usi il piano gratuito e ChatGPT ti serve per cose semplici, valuta l’opzione ad-free e verifica se i limiti ridotti ti bastano.
E se lavori con clienti, un pensiero in più: le conversazioni che riguardano dati sensibili falle in chat temporanea. Non tanto per gli annunci in sé, quanto per il principio di tenere separato quello che non deve finire in nessun sistema di targeting.
Conclusione: la pubblicità è il prezzo delle funzioni
Torniamo all’interruttore di partenza. Non toglie la pubblicità, cambia solo come viene scelta. La leva vera è un’altra ed è più in basso nel menu: puoi restare senza annunci, gratis, accettando di usare ChatGPT con meno margine.
È una scelta onesta, se la conosci. Il problema è che lunedì milioni di persone vedranno comparire il primo annuncio e cercheranno l’interruttore sbagliato.
Per chi fa marketing, invece, la partita si apre più avanti. Quando l’Ads Manager arriverà in Italia, il vantaggio non sarà avere il budget più grosso: sarà aver capito prima che qui non si comprano parole chiave, si compra un momento di una conversazione. Sono due mestieri diversi.
Sul tema ChatGPT come strumento di lavoro, e non solo come chat, avevo raccontato anche come ho costruito un sito parlando con ChatGPT Voice: la direzione è la stessa, la piattaforma si allarga in tutte le direzioni contemporaneamente.
Da quando c’è la pubblicità su ChatGPT in Italia?
Dal 24 agosto 2026, insieme ad altri 30 mercati europei. Gli annunci compaiono sotto le risposte, etichettati come sponsorizzati e separati visivamente dal testo generato dal modello.
Se ho ChatGPT Plus vedo la pubblicità?
No. Gli annunci arrivano solo sul piano gratuito e sul piano Go. Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education restano senza pubblicità, così come gli account riconosciuti come appartenenti a minorenni.
Disattivando la personalizzazione la pubblicità sparisce?
No, ed è l’equivoco più diffuso. Spegnere la personalizzazione ti sposta sugli annunci contestuali, scelti in base alla conversazione in corso. Continui a vederli: cambia il criterio di selezione, non la quantità.
Si può usare ChatGPT senza pubblicità senza pagare?
Sì. OpenAI offre agli utenti del piano gratuito un’esperienza senza annunci in cambio di limiti d’uso più bassi e di un accesso ridotto alle funzioni. È un’alternativa gratuita all’abbonamento, non una versione di prova.
OpenAI usa le mie chat per profilarmi?
Nello Spazio economico europeo gli annunci personalizzati non sono attivi al lancio: si usa solo il contesto della conversazione in corso, posizione generica, lingua, dispositivo e ora. Nome, email, IP, posizione esatta, dati sanitari e temi politici non vengono usati in nessun mercato.
Posso fare pubblicità su ChatGPT con la mia azienda?
La piattaforma Ads Manager esiste su ads.openai.com, ma al 20 agosto 2026 non risulta ancora disponibile in Italia. Dove è attiva, il targeting lavora sul contesto della conversazione anziché su parole chiave, con un’offerta di lancio da 500 dollari di credito ogni 500 spesi.
Gli annunci influenzano le risposte di ChatGPT?
OpenAI dichiara di no: gli annunci vengono selezionati da sistemi separati dal modello di chat. Non compaiono inoltre vicino a contenuti su salute, salute mentale e politica, e la pubblicità politica non è ammessa sulla piattaforma.
Per la stesura dell’articolo sono state consultate la documentazione ufficiale di OpenAI sulla pubblicità in ChatGPT e la piattaforma per inserzionisti.
Panoramica sulla pubblicità in ChatGPT
Fonte ufficiale utile per verificare quali piani vedono gli annunci, quali dati vengono usati per la selezione, la finestra di conservazione a 30 giorni e i controlli disponibili nelle impostazioni.
Apri fonteAds Manager, la piattaforma per gli inserzionisti
Pagina ufficiale della piattaforma pubblicitaria: formati nativi, funzionamento del targeting contestuale, flusso di creazione campagna e offerta di lancio sul credito pubblicitario.
Apri fonteL’annuncio dell’espansione europea
Comunicazione ufficiale sull’estensione della pubblicità ai mercati europei, con la data di avvio e l’elenco dei paesi coinvolti, Italia inclusa.
Apri fonteTi tengo aggiornato
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