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Claude Opus 5: prezzo, novità e uso pratico

Claude Opus 5: prezzo API, effort setting, Fast mode, benchmark dichiarati da Anthropic, casi d’uso e limiti pratici da conoscere.

Claude Opus 5 costa 5 dollari per milione di token in input e 25 dollari in output, lo stesso listino di Opus 4.8. La differenza dichiarata da Anthropic riguarda l’efficienza nei task complessi: risultati migliori nei suoi benchmark, con un costo per task più basso in alcuni test.

Per chi lavora ogni giorno con coding agentico, analisi documentale e automazioni, le novità da valutare sono quattro: prezzo, effort setting, Fast mode e limiti operativi. Non basta una classifica: conta quante iterazioni servono per arrivare a un risultato verificabile.

Claude Opus 5 è disponibile dal 24 luglio 2026 con model ID API claude-opus-5, su Claude.ai, Claude Code, Claude Cowork e API. Al lancio Anthropic lo indicava come modello predefinito su Claude Max e come modello più potente disponibile su Claude Pro. Qui trovi l’annuncio ufficiale.

Nota di metodo: prezzi, benchmark, disponibilità e demo citati nell’articolo provengono da fonti Anthropic. Non ho verificato i benchmark in modo indipendente e non li tratto come una classifica assoluta.

Voce
Prezzo input
Valore
5 $ / 1 milione di token
Stato
dichiarato
Voce
Prezzo output
Valore
25 $ / 1 milione di token
Stato
dichiarato
Voce
Benchmark Frontier-Bench v0.1
Valore
43,3% (Fable 5 33,7%, Opus 4.8 21,1%, GPT-5.6 Sol 34,4%)
Stato
dichiarato
Voce
Benchmark GDPval-AA v2
Valore
1861 (Fable 5 1747, Opus 4.8 1593, GPT-5.6 Sol 1736)
Stato
dichiarato
Voce
Benchmark CursorBench 3.2
Valore
Entro lo 0,5% dal punteggio massimo di Fable 5, a metà del costo per task
Stato
dichiarato
Voce
Benchmark ARC-AGI-3
Valore
30,2% (Opus 4.8 1,5%, GPT-5.6 Sol 7,8%)
Stato
dichiarato
Voce
Benchmark Zapier AutomationBench
Valore
26,0% (Fable 5 17,4%, Opus 4.8 17,0%, GPT-5.6 Sol 18,1%)
Stato
dichiarato
Voce
Benchmark OSWorld 2.0
Valore
70,6% (Fable 5 66,1%, Opus 4.8 55,7%, GPT-5.6 Sol 62,6%)
Stato
dichiarato
Voce
Non è primo su
Valore
DeepSWE v1.1, FrontierCode v1.1, task legali e sanitari
Stato
dichiarato

Claude Opus 5: prezzo e costo per task

Infografica che confronta prezzo di listino, performance su Frontier-Bench e costo per task di Claude Opus 5 rispetto a Opus 4.8.
Il listino resta uguale, ma se il task richiede meno lavoro il costo reale può scendere.

Claude Opus 5 costa 5 dollari per milione di token in input e 25 dollari per milione di token in output, esattamente come Opus 4.8.

Modello
Claude Opus 4.8
Input
5 dollari per milione di token
Output
25 dollari per milione di token
Cosa cambia
Modello precedente
Modello
Claude Opus 5
Input
5 dollari per milione di token
Output
25 dollari per milione di token
Cosa cambia
Più lavoro completato secondo i benchmark Anthropic
Modello
Claude Opus 5 Fast mode
Input
2 volte il prezzo base
Output
2 volte il prezzo base
Cosa cambia
Risposte 2,5 volte più veloci

Anthropic dichiara che Opus 5 raddoppia la performance di Opus 4.8 su Frontier-Bench, con un costo inferiore per task. Metto però l’asterisco: sono risultati pubblicati da Anthropic, non benchmark verificati personalmente.

Su un agente che corregge codice, usa strumenti, rilegge file e riprova dopo un errore, il conto dipende anche dai tentativi necessari. Il prezzo per token resta uguale; potenzialmente diminuisce il lavoro buttato via.

Effort setting: come bilanciare qualità, costo e velocità

Sketchnote che spiega come l'effort setting bilancia ragionamento, costo e velocità in Claude Opus 5.
L’effort setting trasforma il ragionamento in una leva pratica da regolare ogni giorno.

L’effort setting mi sembra più interessante del punteggio su ARC-AGI: permette di decidere quanto ragionamento dedicare a un compito e di bilanciare qualità, costo e velocità.

Lo userei così:

  • effort basso per riscrivere una funzione, estrarre dati o preparare una prima bozza;
  • effort medio per rivedere una pull request, analizzare un errore o costruire una piccola automazione;
  • effort alto per task distribuiti su molti file, con strumenti esterni e vincoli difficili da verificare.

Non risolve un processo progettato male, ma evita di usare sempre la configurazione più costosa. Il Fast mode promette risposte 2,5 volte più veloci, ma costa 2 volte il prezzo base. Ha senso se il problema è l’attesa; per batch notturni e task non urgenti valuterei con attenzione il sovrapprezzo.

Cosa ci farei davvero ogni giorno

Il caso più ovvio è il coding agentico. Non mi limiterei al completamento di snippet: chiederei al modello di:

  1. leggere il repository e ricostruire i principali punti di ingresso;
  2. proporre modifiche distribuite su più file;
  3. eseguire test e strumenti collegati;
  4. analizzare gli errori;
  5. correggere il piano e riprovare;
  6. spiegare ciò che ha modificato.

È qui che la performance sui task lunghi conta più della singola risposta. Un modello può gestire bene uno snippet e perdersi quando deve mantenere il contesto, usare strumenti e verificare i risultati in più passaggi.

Per questo lo proverei soprattutto dentro Claude Code e Claude Cowork, non soltanto in chat. Se usi Claude Code su una macchina remota, resta il problema della continuità della sessione. Può aiutare la guida su come rendere Claude Code persistente su un VPS.

Lo userei anche per trasformare documentazione tecnica in procedure operative, confrontare versioni di una specifica, cercare anomalie nei dati, costruire automazioni con strumenti esterni e preparare una prima analisi da validare manualmente.

Un agente più autonomo può fare più lavoro, ma può anche trascinarsi dietro un errore per diversi passaggi prima che me ne accorga.

Le due demo ufficiali: cosa costruisce da solo

Nell’annuncio Anthropic non mette slide di marketing, ma due registrazioni: il modello riceve una richiesta e produce un artefatto interattivo funzionante. Sono le uniche demo ufficiali del lancio, pubblicate sul canale YouTube Claude, e le incorporo qui sotto.

Video ufficiale del canale Claude: «Claude Opus 5 builds a working wind tunnel». Fonte: Anthropic, Introducing Claude Opus 5.

Quello che guardo qui non è la grafica: è che il risultato sia una galleria del vento che gira davvero e reagisce ai parametri, non un mockup. Il metro pratico è la distanza fra la richiesta iniziale e qualcosa di eseguibile senza che io debba ricucire i pezzi a mano. Resta comunque una demo scelta da chi vende il modello: mi dice cosa riesce a fare nel caso migliore, non cosa farà in media sul mio codice.

Video ufficiale del canale Claude: «Claude Opus 5 builds a 3D interactive animal cell». Fonte: Anthropic, Introducing Claude Opus 5.

La seconda demo è più didattica: una cellula animale in 3D navigabile, costruita come artefatto singolo. Mi interessa perché è il tipo di output che di solito richiede una libreria, un po’ di impalcatura e diversi tentativi. Se serve davvero un passaggio solo, a cambiare non è il costo di finire un’idea, ma il costo di provarla.

I benchmark sono forti, ma vanno letti per quello che sono

Anthropic dichiara che Claude Opus 5 raggiunge lo stato dell’arte su Frontier-Bench v0.1 e GDPval-AA, e nell’annuncio pubblica una tabella di confronto con Fable 5, Opus 4.8 e GPT-5.6 Sol. La riporto qui sotto, perché i numeri esatti dicono più delle sintesi tipo «raddoppia» o «tre volte tanto».

Tabella di confronto Anthropic tra Claude Opus 5, Fable 5, Opus 4.8 e GPT-5.6 Sol sui benchmark del lancio.
Tabella dei benchmark pubblicata da Anthropic nell’annuncio di Claude Opus 5. Fonte: Anthropic, Introducing Claude Opus 5.

I valori dichiarati per Opus 5, riga per riga:

  • coding agentico da terminale, Frontier-Bench v0.1: 43,3%, contro 33,7% di Fable 5, 21,1% di Opus 4.8 e 34,4% di GPT-5.6 Sol;
  • lavoro di conoscenza, GDPval-AA v2: 1861, contro 1747, 1593 e 1736;
  • problemi nuovi, ARC-AGI-3: 30,2%, contro 1,5% di Opus 4.8 e 7,8% di GPT-5.6 Sol;
  • ricerca agentica, BrowseComp: 90,8%;
  • computer use, OSWorld 2.0: 70,6%;
  • workflow aziendali, AutomationBench: 26,0%;
  • ragionamento multidisciplinare, Humanity’s Last Exam con strumenti: 64,7%;
  • su CursorBench 3.2, al massimo livello di effort, arriva a meno dello 0,5% da Claude Fable 5, ma a metà del costo;
  • nelle scienze della vita migliora di 10,2 punti percentuali in chimica organica e di 7,7 punti nella predizione delle variazioni proteiche rispetto a Opus 4.8.

La parte che trovo più onesta della tabella, però, è un’altra: nella stessa immagine Opus 5 non vince ovunque.

  • su DeepSWE v1.1, coding agentico, davanti c’è GPT-5.6 Sol con 72,7% contro 68,8%;
  • su FrontierCode v1.1 passa avanti Fable 5, 53,5% contro 53,4%: distanza minima, ma resta una sconfitta;
  • sui task legali (Legal Agent Benchmark, held-out) Fable 5 arriva a 13,3% contro 11,7%;
  • in ambito sanitario (HealthBench Professional) il migliore è Mythos 5 con 66,0%, contro il 59,8% di Opus 5.

Detto in modo diretto: se devi scegliere un modello per un compito preciso, ha ancora senso confrontare riga per riga. La sintesi «è il migliore» non regge quasi mai, e vale anche per il modello di cui sto parlando bene.

Sono numeri utili, ma comunicati da Anthropic. Non li considero una prova definitiva di superiorità in qualunque ambiente reale.

La lettura prudente è che Opus 5 punti a un rapporto qualità/costo migliore sui task lunghi e operativi. Anthropic lo colloca vicino all’intelligenza di frontiera di Claude Fable 5, a circa metà del prezzo. Avevo già analizzato il ritorno di Claude Fable 5: qui la domanda non è quale modello abbia il punteggio più alto, ma quale livello serva davvero nel lavoro quotidiano.

Il limite dichiarato conta: non è il migliore su tutto

Apprezzo il caveat sulla sicurezza. Claude Opus 5 ha ottenuto un punteggio di comportamento disallineato pari a 2,3, il valore più basso tra i modelli recenti secondo Anthropic.

Ma non è lo stato dell’arte sulle capacità dual use più rischiose, come l’exploitation in cybersecurity. I classificatori cyber sono circa l’85% meno restrittivi rispetto a Fable 5; le richieste cyber bloccate vengono instradate su Opus 4.8.

Per alcuni flussi di sicurezza può essere interessante. Prima della produzione, però, va capita bene questa distinzione: un modello può ragionare molto bene in generale e avere limiti intenzionali su capacità operative specifiche.

Due novità beta per chi costruisce prodotti

Sulla Claude Platform sono in beta due funzioni:

  • cambiare gli strumenti disponibili a metà conversazione;
  • configurare via API il fallback automatico su altri modelli.

La prima permette di partire dall’analisi e abilitare gli strumenti solo quando servono. La seconda riduce la dipendenza da un singolo modello se quello principale non risponde, è lento o raggiunge un limite.

Non è una soluzione completa al vendor lock-in. Servono interfacce astratte, log, test e la possibilità di cambiare provider senza riscrivere tutto. In produzione il modello è solo un componente dentro una catena di strumenti, permessi, timeout e controlli.

Conclusione

Claude Opus 5 mantiene il prezzo di Opus 4.8 e, secondo i benchmark pubblicati da Anthropic, promette più lavoro dentro lo stesso budget.

Io guarderei soprattutto tre cose: costo per task, effort setting e limiti dichiarati. Lo valuterei per coding agentico, automazioni con strumenti esterni e analisi multi-step, non perché vince una tabella.

Il prezzo è uguale. La domanda è quanto lavoro riesca davvero a togliermi dalle mani.

Che cosa cambia davvero con Claude Opus 5 rispetto a Opus 4.8?

Il cambiamento pratico non è un prezzo di listino più basso, perché resta a 5 dollari per milione di token in input e 25 in output. Il punto è il costo per task: Anthropic dichiara che Opus 5 raddoppia la performance su Frontier-Bench rispetto a Opus 4.8, ma questo risultato non garantisce meno tentativi o meno consumo in ogni flusso reale.

Quanto costa usare Claude Opus 5 e quando conviene il Fast mode?

Il prezzo base è invariato rispetto a Opus 4.8: 5 dollari per milione di token in input e 25 in output. Il Fast mode è dichiarato 2,5 volte più veloce, ma costa il doppio del prezzo base. Io lo userei per iterazioni interattive o agenti dove il tempo conta più del budget, non come impostazione automatica per ogni chiamata.

A cosa serve l’effort setting nell’uso quotidiano?

L’effort setting permette di scegliere quanto ragionamento chiedere al modello. Con un livello più contenuto punto a velocità e costo, mentre per debugging difficile, analisi tecniche o piani multi passaggio aumento lo sforzo. È una leva utile perché evita di pagare sempre il massimo livello di ragionamento anche quando il compito è semplice.

Claude Opus 5 funziona anche in locale o serve un servizio online?

Secondo l’annuncio ufficiale, Opus 5 è disponibile su Claude.ai, Claude Code, Claude Cowork e tramite API, con model ID claude-opus-5. Non viene indicata una distribuzione locale. Perciò lo considero un modello da usare tramite servizi Anthropic, non un peso da scaricare e avviare autonomamente sul proprio computer.

Che cosa ci faccio davvero durante una giornata di lavoro?

Io lo userei per rivedere codice, proporre patch, seguire un repository con strumenti e controllare automazioni prima dell’esecuzione. È interessante anche per analisi documentali e flussi agentici, dove deve pianificare più passaggi. Imposterei effort basso per trasformazioni ripetitive e lo alzerei per debugging, ricerca tecnica o decisioni che richiedono verifiche incrociate.

Claude Opus 5 è migliore di ogni altro modello?

No, e lo dice la tabella ufficiale stessa. Su DeepSWE v1.1 il primo è GPT-5.6 Sol (72,7% contro 68,8%), su FrontierCode v1.1 e sui task legali passa avanti Fable 5 (53,5% e 13,3%), su HealthBench Professional il migliore è Mythos 5 (66,0% contro 59,8%). I risultati dipendono dal compito e i dati disponibili qui sono benchmark dichiarati da Anthropic, non verificati indipendentemente da me. Anthropic lo presenta come forte su Frontier-Bench, GDPval-AA, computer use e automazione, ma dichiara anche limiti deliberati su alcune capacità dual-use rischiose, soprattutto in cybersecurity. Non lo sceglierei quindi per una classifica assoluta.

Ci sono video ufficiali che mostrano Claude Opus 5 al lavoro?

Sì, due, pubblicati sul canale YouTube Claude e richiamati nell’annuncio Anthropic: «Claude Opus 5 builds a working wind tunnel» e «Claude Opus 5 builds a 3D interactive animal cell». In entrambi il modello produce un artefatto interattivo funzionante a partire da una richiesta. Li trovi incorporati qui sopra, nella sezione dedicata alle demo ufficiali.

Quali limiti di sicurezza bisogna considerare?

Anthropic dichiara un punteggio di comportamento disallineato pari a 2,3 e classificatori cyber circa 85% meno restrittivi rispetto a Fable 5. Allo stesso tempo, il modello non è stato portato allo stato dell’arte sulle capacità dual-use rischiose per scelta deliberata. Le richieste cyber bloccate vengono instradate su Opus 4.8, quindi alcuni flussi possono cambiare modello.

Per la stesura dell’articolo ho usato l’annuncio ufficiale di Anthropic come fonte primaria.

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Francesco Gruner
Francesco Gruner

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