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Open Design è l’alternativa open source a Claude Design: gira in locale, supporta più modelli AI e genera landing, dashboard e documenti. Guida completa e installazione su Windows.

Negli ultimi giorni si è parlato parecchio di Claude Design, lo strumento di Anthropic pensato per generare interfacce, slide e contenuti visivi partendo da un prompt.
Open Design entra nella stessa categoria, ma con una differenza importante: non è un prodotto chiuso nel cloud. È un progetto open source che puoi far girare in locale, con un suo frontend, un suo backend, un daemon locale e un sistema che coordina agent AI, skill, design system e file reali sul tuo PC.
In pratica: se Claude Design è un ambiente chiuso dentro Anthropic, Open Design prova a portare quella logica sul tuo computer.

Open Design non è una semplice skill: è un ambiente locale completo per generare artefatti AI.
Open Design usa le skill, ma non è “una skill”. Questa distinzione è importante.
Le skill servono a guidare l’agente: landing page, dashboard, deck, prototipi mobile, report, documentazione, runbook tecnici e così via. Ma sotto c’è molto di più.
Il progetto include:
→ web app in Next.js
→ daemon locale in Node/Express
→ database SQLite
→ cartella .od/ per progetti e artefatti
→ preview sandboxata
→ export HTML, PDF, PPTX, ZIP e Markdown
Quindi non stiamo parlando di un prompt migliorato, ma di un piccolo studio creativo locale.
La maggior parte dei tool AI lavora così: scrivi un prompt, ricevi un output, poi sistemi a mano.
Open Design prova a fare un passaggio in più. Prima di generare, chiede contesto: cosa vuoi creare, per chi, con quale stile, con quali vincoli.
Questo riduce il classico problema degli output AI:
→ belli al primo sguardo
→ poco coerenti
→ difficili da riutilizzare
Qui entrano in gioco skill, design system e prompt stack. L’agente non parte completamente libero: lavora dentro un perimetro.
Skill e design system aiutano l’agente a produrre output più coerenti e meno casuali.
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La parte più importante è il demone locale.
È lui che rileva gli agent installati, gestisce backend e filesystem, salva i progetti, mantiene lo stato e fa lavorare l’AI dentro una cartella reale del tuo computer.
Quando chiedi una landing page, non ricevi solo codice da copiare. Open Design crea file, li salva, li mostra in anteprima e ti permette di esportarli.
Questa è la differenza tra una chat e un ambiente di lavoro.
Open Design può lavorare con diversi agent e provider: Claude Code, Codex CLI, Cursor Agent, Gemini CLI, OpenCode, Qwen, Copilot, Kimi, Mistral Vibe, DeepSeek TUI e altri.
In più supporta l’approccio BYOK, cioè puoi usare le tue API e scegliere il provider.
Questo è molto utile perché non sei obbligato a consumare sempre i limiti dello stesso ecosistema. Puoi usare un modello più economico per iterare, uno più potente per rifinire, oppure cambiare provider quando serve.
Il punto non è “aggirare i limiti”.
Il punto è separare lo strumento dal motore AI.
Open Design può generare landing page, dashboard, prototipi mobile, email marketing, social carousel, poster, slide deck, documenti, invoice e report.
La parte interessante è che questi output non restano “dentro la chat”. Vengono salvati come file reali e possono essere esportati.
→ HTML
→ PDF
→ PPTX
→ ZIP
→ Markdown

Un esempio di artefatto generato: non solo testo, ma un progetto esportabile e modificabile.
Open Design richiede Node.js 24 e pnpm 10.33.x. Se hai Node 20 o pnpm 9, puoi incontrare errori.
Clona il repository:
git clone https://github.com/nexu-io/open-design.git
cd open-design
Controlla le versioni:
node -v
pnpm -v
Se pnpm è vecchio, aggiorna:
npm install -g pnpm@10.33.2
Per Node, su Windows conviene usare nvm-windows:
nvm install 24
nvm use 24
Poi installa le dipendenze:
pnpm install
Avvia Open Design:
pnpm tools-dev run web

Open Design avviato in locale con pnpm tools-dev run web.
tools-devtools-dev non è un semplice comando di start. È il comando che gestisce il ciclo di vita dell’ambiente locale.
Con:
pnpm tools-dev run web
vengono avviati backend locale e web app. Ma puoi anche usare:
pnpm tools-dev status
pnpm tools-dev logs
pnpm tools-dev stop
pnpm tools-dev restart
pnpm tools-dev check
È il layer operativo che tiene insieme daemon, web app e processi locali.
Errore Corepack: Cannot find matching keyid
Nel mio caso la soluzione più rapida è stata installare pnpm manualmente:
npm install -g pnpm@10.33.2
Errore pnpm non compatibile
Se vedi:
Expected pnpm >=10.33.2 <11
Got: 9.15.1
aggiorna pnpm con il comando sopra.
Errore Node non compatibile
Se vedi:
Expected Node ~24
Got: v20.18.0
devi passare a Node 24:
nvm install 24
nvm use 24
Open Design crea una cartella locale:
.od/
Dentro salva database SQLite, progetti, artefatti e stato delle sessioni.
.od/
├── app.sqlite
├── artifacts/
└── projects/
È una cartella locale, gitignored, da non committare.
Oltre alla generazione visuale, Open Design include alcune funzioni interessanti: import da export ZIP di Claude Design, template salvati, preview sandboxata, artifact lint e server MCP read-only.
La parte MCP è notevole: permette ad altri agent compatibili di leggere i file dei progetti Open Design. Quindi puoi usare Open Design come sorgente visuale e poi far lavorare un altro agente sul progetto vero.
La crescita su GitHub mostra l’interesse verso strumenti AI local-first e componibili.
Open Design non è ancora uno strumento per tutti. Non lo darei in mano a un utente non tecnico aspettandomi che faccia tutto da solo.
Ma per sviluppatori, consulenti AI, creator tecnici, designer curiosi e chi lavora con prototipazione o automazione, è molto interessante.
Soprattutto se vuoi costruire un workflow dove l’AI non risponde soltanto, ma lavora dentro un processo reale.
Open Design non è una skill e non è solo una copia gratuita di Claude Design.
È un ambiente locale con frontend, backend, daemon, filesystem, agenti, skill e design system.
La sintesi è questa: sembra Claude Design, ma gira sul tuo PC, con i tuoi provider e i tuoi file.
Non è ancora perfetto.
Non è ancora per tutti.
Ma è uno dei progetti open source più interessanti da seguire se lavori con AI, design, sviluppo o automazione.