# Grokipedia di Musk: l’alternativa “anti-woke” che copia Wikipedia > Fonte: https://francescogruner.it/grokipedia-di-musk-lalternativa-anti-woke-che-copia-wikipedia/ Elon Musk ha un conto aperto con Wikipedia da anni. Lo ha reso personale, pubblico e ossessivo. L’ha chiamata “Wokepedia”, l’ha accusata di essere controllata da attivisti, ha offerto 1 miliardo di dollari per farla ribattezzare “Dickipedia”. No, non è una battuta. Secondo lui, l’enciclopedia collaborativa ha perso neutralità, è diventata un megafono ideologico, ed è pericolosa proprio perché viene presa sul serio: è in cima a Google, viene usata nei dataset di addestramento AI, è considerata autorevole. La risposta di Musk? **[Grokipedia](https://grokipedia.com/)**, la sua enciclopedia costruita con Grok, l’intelligenza artificiale generativa di xAI, già integrata in X (ex-Twitter). Dove Wikipedia rappresenta il “caos umano”, Grokipedia promette **la purezza della verità algoritmica**. Peccato che, alla prova dei fatti, Grokipedia non solo **non è un’alternativa credibile**, ma si regge **copiando Wikipedia stessa**, mascherando contenuti rielaborati come “verificati” da un’IA che,tecnicamente, non può verificare nulla. Indice dei contenuti [Toggle](#) - [Ti sta piacendo?](#Ti_sta_piacendo) - [Un’IA che inventa, sbaglia e si autocertifica](#UnIA_che_inventa_sbaglia_e_si_autocertifica) - [Questo non è un progetto, è un manifesto](#Questo_non_e_un_progetto_e_un_manifesto) - [Conclusione: se l’open source è il nemico, hai già perso](#Conclusione_se_lopen_source_e_il_nemico_hai_gia_perso) ### Grokipedia è solo un involucro. Dentro c’è Wikipedia Delle circa 885.000 voci attualmente online su Grokipedia, una buona parte non è stata generata ex novo. È stata **copiata**, con minime rielaborazioni, dalla stessa Wikipedia che Musk considera inaffidabile. Lo rivela un dettaglio in fondo alle pagine: il disclaimer Creative Commons che obbliga a citare la fonte in caso di riuso. Tradotto: la “rivoluzione” anti-Wikipedia parte… da Wikipedia. È un paradosso quasi comico: Musk insulta per anni un progetto collaborativo globale, per poi usarne i contenuti, prodotti gratuitamente da migliaia di volontari, per costruire un clone chiuso e opaco, gestito da un’unica entità: lui. ### La verità secondo Grok: neutrale? No, solo rieducata Grokipedia non è neutrale. È **programmata** per non esserlo. Gli articoli non possono essere modificati. Il pulsante “modifica” è una facciata. L’output è deciso da Grok, l’LLM di Musk, addestrato con istruzioni mirate: “correggere l’influenza woke”, “favorire l’oggettività”, “essere diretto e irriverente”. In pratica: si è presa un’intelligenza artificiale già instabile e l’hanno “filtrata” per renderla più allineata a un certo punto di vista. Il risultato è un’enciclopedia che **non ha bias zero**, ma solo **un bias diverso**. Ecco qualche esempio concreto: - **Sul cambiamento climatico**, Grokipedia smorza i toni, riduce il peso del consenso scientifico e amplifica il punto di vista dei negazionisti. - **Sul genere**, offre una definizione biologica rigida, ignorando la dimensione socioculturale ormai accettata da gran parte del mondo accademico. - **Su Musk**, la voce è celebrativa. Letteralmente. Parla della sua “visione per salvare la coscienza umana” e del suo ruolo nell’“espansione interplanetaria”. E questa sarebbe “verità oggettiva”? No. È la **visione del mondo di Elon Musk** reimpacchettata come enciclopedia. ## Ti sta piacendo? Ricevi una guida pratica ogni settimana. AI, tool e automazioni. Iscriviti gratis Perfetto, sei dentro. ### Un’IA che inventa, sbaglia e si autocertifica Il problema tecnico più serio, però, è un altro: **un LLM non è un motore di verità**. Grok, come tutti i modelli generativi, **non verifica i fatti**. Costruisce frasi statisticamente plausibili. Può “allucinare” nomi, eventi, citazioni. E lo fa spesso. Alcune pagine Grokipedia riportano fonti inesistenti, URL 404, citazioni mai pubblicate. Un esempio assurdo? L’articolo che inventa un “U.S. Doge Service” e gli attribuisce legami storici con Musk. Non è satira. È scritto con tono serio e pubblicato come informazione. In gergo tecnico, si chiama **prompt injection**: un attacco in cui l’utente o il creatore del modello altera l’output modificando il comportamento del sistema. E in questo caso, **la prima e più pericolosa injection arriva proprio dall’alto**: Musk stesso. Ha modificato l’istruzione base del modello per renderlo “anti-woke”. Ma così facendo ha reso l’output **ideologicamente orientato, fragile e pericoloso**. E il rischio è doppio: **Dall’esterno**, perché basta un prompt ben fatto per manipolarla e generare contenuti tossici o falsi, spacciati per “verificati da Grok”. **Dall’interno**, perché l’IA “corretta” può degenerare (Grok in passato si è già descritto come “Mechahitler”). ### Questo non è un progetto, è un manifesto Ti dico cosa penso, da persona che lavora tutti i giorni con modelli linguistici, sistemi AI e contenuti aperti: **Grokipedia non nasce per informare. Nasce per affermare un’ideologia**. È uno strumento di guerra culturale, travestito da tecnologia. Un tentativo maldestro di usare l’AI per legittimare una visione del mondo e farla passare per “la realtà oggettiva”, bypassando il dibattito pubblico, il consenso, il confronto. Ma la conoscenza non è un’API. Non puoi generarne una versione “giusta” e zittire il resto. Il sapere si costruisce. È imperfetto, collaborativo, aperto alla critica. Wikipedia lo rappresenta. Grokipedia no. E il punto non è se Wikipedia abbia dei bias (li ha). Il punto è che **quei bias possono essere discussi, corretti, documentati**. Quelli di Grokipedia sono decisi da chi controlla il sistema. E non li puoi neanche vedere. Questo è l’esatto contrario di ciò che dovremmo costruire nel mondo AI. ### Conclusione: se l’open source è il nemico, hai già perso Grokipedia si presenta come l’alternativa superiore a Wikipedia. In realtà è la sua parodia autoritaria. Non è open source. Non è collaborativa. Non è verificabile. E soprattutto: **non è autonoma**, perché per esistere deve ancora **copiarla**. Musk pensa di poter rimpiazzare un processo sociale con un output algoritmico. Ma finché avrà bisogno dei contenuti “woke” per alimentare la sua creatura “anti-woke”, non sta creando il futuro. Sta solo montando un’operazione ideologica su basi che non controlla. E alla lunga, anche chi condivide la sua visione finirà per accorgersene.